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Riconoscere il vero Basilico Genovese DOP

Come distinguere l’originale grazie al logo, all’etichetta e all’identità visiva

Una guida per tutti: tutto ciò che serve sapere per riconoscere e scegliere con consapevolezza il vero Basilico Genovese DOP.

Aroma intenso e delicato, foglie tenere, gusto autentico legato alla sua origine ligure: è lui l’ingrediente che esprime al meglio il sapore della Liguria, nella ricetta del pesto e non solo.

Solo il Basilico Genovese DOP garantisce tutto questo, perché è l’unico coltivato in LIGURIA nella zona tipica, secondo le regole della tradizione, precise e controllate.

Scopri in questa pagina come riconoscerlo senza sbagliare!

Logo Basilico genovese Dop e Logo Dop

Cos'è il Basilico Genovese DOP e a cosa serve il logo

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Il Basilico Genovese: un simbolo della Liguria

In Liguria, il basilico non è solo un ingrediente, ma parte integrante della cultura quotidiana, del lavoro agricolo e della ricetta più rappresentativa del territorio: il pesto. È un legame profondo, costruito nel tempo tra chi lo coltiva con cura e chi lo sceglie con amore per la sua unicità e il suo profumo caratteristico.

La nascita della DOP per proteggere l’identità

Per difendere questa identità e impedire usi impropri che evocano la Liguria senza garanzie e certezze è nata la Denominazione di Origine Protetta “Basilico Genovese”. Dal 2005, l’Unione Europea riconosce il Basilico Genovese DOP come prodotto coltivato nella zona tipica ligure, seguendo regole precise e sottoposto a controlli di un ente terzo.

La DOP: uno strumento pubblico a tutela della veridicità

La DOP non è un privilegio, ma uno strumento pubblico che tutela l’autenticità del prodotto. Aiuta il consumatore a riconoscere un basilico autentico, legato al territorio e alla tradizione che rappresenta.

Il valore legale e pratico della Denominazione di Origine Protetta

La Denominazione di Origine Protetta è un diritto riconosciuto per legge in tutta Europa. Questo status conferisce al Basilico Genovese DOP una protezione ufficiale, a vantaggio sia dei produttori che rispettano regole precise, sia dei consumatori che acquistano con fiducia.

Il logo DOP: riconoscibilità e garanzia

Per facilitare il riconoscimento del Basilico Genovese DOP, è stato creato un logo ufficiale, concesso esclusivamente ai produttori certificati da un Ente di controllo autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura.

Il logo DOP è molto più di un semplice simbolo grafico:

Logo Basilico genovese Dop e Logo Dop

Acquistando un prodotto con questo logo, hai la certezza di avere:

Un basilico autentico, coltivato in Liguria secondo il disciplinare DOP

Un prodotto tracciabile, controllato e tutelato a norma di legge

Un ingrediente dal profumo inconfondibile, che rispetta la tradizione locale

Il ruolo del Consorzio di Tutela

Il Consorzio di Tutela del Basilico Genovese DOP rappresenta i produttori, vigila sull’uso corretto del logo e ne promuove il valore.

Concede inoltre l’uso del logo ai trasformatori, come i produttori di pesto, che utilizzano Basilico Genovese DOP come ingrediente caratterizzante, verificandone l’uso corretto in collaborazione con il sistema ministeriale dei controlli ufficiali contro le frodi alimentari

Etichetta alla mano: cosa deve esserci sulla confezione per essere Basilico Genovese DOP

Quando acquisti basilico fresco, osserva bene la confezione.

Per essere sicuro che sia DOP, deve essere denominato per intero come “BASILICO GENOVESE DOP” e devono comparire:

il logo ufficiale
del Basilico Genovese DOP

il simbolo europeo della DOP
(giallo e rosso)

la dicitura “Denominazione di Origine Protetta” e il riferimento all’Ente di controllo autorizzato

Solo i produttori che ottengono annualmente la certificazione DOP possono mettere in commercio Basilico Genovese DOP, assicurando al consumatore provenienza, coltivazione tradizionale e tracciabilità.
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Importante: la legge riserva l’uso del nome “Basilico Genovese” solo al prodotto DOP.
Se non è certificato DOP, è basilico convenzionale, anche qualora fosse coltivato in Liguria.

Etichette a confronto: sai riconoscere quella corretta?

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Tre esempi di confezione per imparare a riconoscere il prodotto originale.

Confezione che riporta entrambi i loghi ufficiali (DOP UE e Basilico Genovese DOP), la dicitura completa e il riferimento all’Ente di controllo. Garantisce autenticità e conformità al disciplinare.
Confezione di basilico convenzionale che non fa riferimento al territorio o alla DOP. È un esempio di etichettatura legale e trasparente, che non induce in errore il consumatore.
Confezione di basilico non DOP che utilizza espressioni o richiami territoriali senza averne diritto. È un uso ingannevole che può trarre in errore il consumatore e violare la normativa europea che protegge le Indicazioni Geografiche. Per questo motivo, è considerato un uso illecito della denominazione e può essere oggetto di sanzione.

Se lavori nella filiera del basilico o del pesto - come produttore, azienda alimentare o commerciante - questa sezione è per te.

Visita la sezione dedicata: troverai tutte le regole per l’etichettatura corretta e l’uso del logo.

FAQ:

No. Anche in Liguria si coltiva basilico convenzionale. Solo quello certificato può riportare il nome “Basilico Genovese DOP”.

Verifica la presenza del logo DOP, del simbolo europeo e della dicitura “Denominazione di Origine Protetta”. Dev’esserci anche il riferimento alla certificazione svolta dall’Ente di controllo.

Il pesto nasce a Genova grazie alla presenza di un basilico unico: profumato, delicato e adatto all’uso a crudo. È proprio questo basilico — oggi riconosciuto come Basilico Genovese DOP — che ha reso possibile la creazione della ricetta simbolo della Liguria.
Coltivato inizialmente nelle zone collinari intorno a Genova, il basilico si è poi diffuso lungo tutta la costa ligure, dove ha mantenuto nel tempo le sue caratteristiche distintive. Il legame tra questo territorio e la ricetta del pesto è così forte che oggi la Denominazione di Origine Protetta garantisce la provenienza e la qualità del basilico utilizzato.

Perché è molto di più di un’erba aromatica: è garanzia di qualità, origine tracciabile e coltivazione tradizionale. Sostieni anche i produttori locali che si impegnano nella coltivazione tradizionale e nella certificazione dell’origine del prodotto.

Perché è la garanzia ufficiale più alta al mondo che un prodotto sia autentico, di qualità e davvero legato al suo territorio.
Il logo DOP (Denominazione di Origine Protetta) non è solo un simbolo: rappresenta un sistema europeo di certificazione pubblica.
Viene concesso solo ai prodotti che rispettano un disciplinare preciso e che sono controllati da un Ente di certificazione autorizzato dal MASAF.
Il logo DOP è parte delle politiche dell’Unione Europea per tutelare le eccellenze agricole e alimentari dei territori e offrire ai consumatori una scelta trasparente.
Quando trovi il logo DOP sulla confezione, sai che il prodotto ha superato controlli rigorosi e rispetta l’identità, la provenienza e la tradizione che dichiara.

Un prodotto DOP è certificato da un ente terzo e protetto a livello europeo: è legato a un territorio specifico, segue regole di produzione dettagliate e garantisce tracciabilità.
Solo questi prodotti possono usare il logo DOP ufficiale.
Un prodotto con un marchio commerciale, invece, può richiamare un’identità locale o utilizzare un nome evocativo, ma non è soggetto a nessun disciplinare o controllo pubblico. È legato al brand, non al territorio.
In sintesi: il logo DOP certifica la qualità e l’origine, il marchio commerciale promuove un nome, ma non garantisce che il prodotto rispetti davvero una tradizione o una provenienza.

No, non esiste un pesto genovese DOP.
La ricetta tradizionale del pesto alla genovese non è protetta da un disciplinare DOP, quindi nessun pesto può essere definito tale.
Solo l’ingrediente “Basilico Genovese DOP” è ufficialmente riconosciuto e protetto.
Se vuoi un pesto che rispetti l’ingrediente da cui è nata la tradizione ligure, cerca quello che contiene Basilico Genovese DOP certificato: è l’unico ingrediente che garantisce origine, qualità e legame con il territorio del suo ingrediente chiave.
Ma attenzione: questo non trasforma il pesto in un prodotto DOP.

Non sempre. Leggi l’etichetta: se c’è scritto “con Basilico Genovese DOP”, l’ingrediente è certificato DOP con origine garantita. Se non è indicato, si tratta di basilico convenzionale.

No, anche se è una scelta di qualità.
Il pesto realizzato con Basilico Genovese DOP non può essere definito “pesto DOP”, perché non esiste una Indicazione di Origine per il pesto come prodotto finito.
La DOP riguarda solo l’ingrediente: il Basilico Genovese, coltivato in Liguria secondo regole precise e certificato da un Ente di controllo.
Anche se il Basilico Genovese DOP è presente in etichetta (chiaro segno di autenticità dell’ingrediente principale), il pesto nel suo complesso non è un prodotto certificato DOP. In sintesi: scegliere un pesto con Basilico Genovese DOP è una garanzia di autenticità dell’utilizzo dell’ingrediente chiave, ma non significa che il pesto sia un prodotto DOP.

Significa che il pesto contiene basilico con origine certificata, coltivato esclusivamente nella zona tipica della Liguria secondo un disciplinare rigoroso. La dicitura e il logo “Basilico Genovese DOP” sono autorizzati e vigilati dal Consorzio di Tutela, che garantisce che tutto il basilico utilizzato sia effettivamente DOP, tracciato e controllato.
Anche se il pesto non è un prodotto DOP, la presenza di Basilico Genovese DOP assicura la qualità e autenticità del suo ingrediente principali e il suo valore nella ricetta, portandone il suo sapore genuino e riconoscibile.
Scegliere un pesto con Basilico Genovese DOP significa sostenere un prodotto trasparente, di alta qualità e portatore di un patrimonio gastronomico unico.