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LARDO CON BASILICO GENOVESE DOP: IL PREMIO TOP ITALIAN FOOD 2022 E’ FRUTTO ANCHE DELLA CERTIFICAZIONE

Il Basilico Genovese DOP viene sempre più utilizzato dalle aziende alimentari quale ingrediente di eccellenza, che permette di creare una relazione di fiducia con i consumatori e di creare prodotti che richiamano a valori concreti come la cura e la tradizione di un territorio. E così il BGDOP è diventato protagonista della vittoria dell’azienda Albino Chiesa di Finale Ligure, che ha saputo sfruttare al meglio questa eccellenza coniugandola al sapore del lardo; la DOP ha valorizzato il salume rendendolo unico e portandolo alla conquista del premio Top Italian Food 2022 di Gambero Rosso. Oggi abbiamo intervistato per voi il responsabile commerciale Guido Ghirindelli che ci ha raccontato come la DOP sia un sigillo distintivo e di garanzia che è diventata punto di forza per l’azienda.

Guido, raccontaci di come siete arrivati a sperimentare nuovi gusti accostando il lardo al Basilico Genovese DOP? Da cosa è nata l’idea?

L’azienda è nata a inizio 900’ per volere del mio bisnonno, che produceva salumi classici; con gli anni è cambiato il contesto di mercato e abbiamo sentito il bisogno di creare nuovi prodotti, forti e distintivi, per questo motivo abbiamo iniziato a sperimentare nuovi gusti ricercando un legame con il territorio. Dopo vari tentativi siamo arrivati anche al basilico, il cui profumo riporta immediatamente alla terra ligure e che abbiamo pensato potesse essere il giusto punto di slancio sia per esportare la Liguria al di fuori dei confini regionali, sia per rendere i salumi più legati al territorio.E quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a utilizzare Basilico Genovese DOP? Quali vantaggi vi da rispetto a un prodotto non DOP?

La sperimentazione con il basilico è iniziata all’incirca nel 2010, quando mia mamma iniziò a essiccare delle piantine, dal momento che l’alta percentuale di acqua contenuta nel prodotto non permetteva di utilizzarlo fresco; tuttavia, una volta essiccati i primi mazzetti, i risultati furono pessimi: le piantine avevano un odore sgradevole e si era persa completamente la qualità del prodotto, probabilmente perché non era basilico ligure e non coltivato secondo la tradizione.

Grazie ad alcuni produttori del territorio abbiamo fatto un vero e proprio “viaggio” alla scoperta del BGDOP e di tutte le tecniche di coltivazione che richiede, e le differenze con il prodotto non certificato sono state lampanti fin da subito: le foglioline essiccate profumavano esattamente come il prodotto fresco e non perdevano in alcun modo di qualità. Abbiamo iniziato a sperimentare l’accostamento ai salumi: serviva trovare un prodotto abbastanza neutro e che non richiedesse cottura, affinché non si perdesse il sapore del basilico. Abbiamo quindi pensato al lardo perché non ha un sapore preponderante e le parti grasse si prestano bene a essere profumate.

Nel 2012 abbiamo lanciato il prodotto finito e posso confermare che l’uso della DOP è stato determinante per la nostra produzione e per arrivare a un risultato ottimale.

Oltre alla qualità del prodotto, il Basilico Genovese DOP porta anche ad altri vantaggi in relazione al territorio e al rapporto con la clientela?

La DOP permette sicuramente di creare un legame forte con il territorio, non solo per il rapporto diretto con i produttori locali, ma anche perché ci ha aperto le porte per diverse operazioni di marketing, degustazioni, show cooking, eventi su strada…tutte le collaborazioni sono aumentate grazie all’utilizzo di un prodotto certificato, di qualità, sostenibile e tipicamente ligure. Inoltre, si è creato un rapporto di fiducia con la clientela che con il passare del tempo ha sviluppato anche una maggiore consapevolezza verso la DOP come se fosse un sigillo di autenticità e veridicità del prodotto; la DOP ha un valore commerciale sicuramente da non svilire ma permette anche davvero di creare una rete sul territorio e di produrre un livello di acquisto emozionale da parte del consumatore.

Come vi è stato conferito il premio Top Italian food di Gambero Rosso? Come ha inciso l’utilizzo di un prodotto DOP sulla scelta di premiarvi?

Gambero Rosso, per i suoi 35 anni, ha creato questo premio a partire dai riconoscimenti dati negli anni passati. Noi siamo stati richiamati per un premio che avevamo già ottenuto nel 2014 grazie al lardo con BGDOP, il premio Grandi Salumi in cui ci eravamo classificati nelle Eccellenze. Siamo convinti che l’utilizzo del BGDOP abbia inciso in questa scelta perché ha permesso di creare davvero una ricetta unica, che ha coniugato un salume con il profumo più rappresentativo della Liguria dando vita a un prodotto innovativo e inimitabile.

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