Il bonus ristorazione è legge: puntare sulla DOP Economy per il rilancio


Ottobre 2020


Qualificare e sostenere la ristorazione e nello stesso tempo valorizzare la filiera delle DOP: quando gli interessi coincidono, l'economia cresce.

È quanto sostengono le misure del maxi-emendamento al decreto Agosto,convertito in legge il 12 ottobre 2020, con cui (all’art. 58) è stato stanziato un contributo a fondo perduto per sostenere la continuità degli esercizi di ristorazione che valorizzano ii Made in Italy, recentemente esteso a tutte le attività della filiera della ristorazione che acquistano i prodotti del  territorio, su tutti ovviamente quelli DOP e IGP.

Una misura importante che porta grande attenzione su come la ristorazione sia strategica e fortemente integrata nella DOP economy, traguardando un sistema forte e inclusivo intorno all’eccellenza, non solo agroalimentare ma trainante per lo sviluppo e il turismo: perché il territorio sia base solida di alleanze, con cui superare le crisi.

Questo è l'auspicio per la nostra Liguria: che possa ripartire con la tenacia e sapienza che la contraddistinguono, facendo del Basilico Genovese DOP quella risorsa "sotto casa" che ne esprime il prestigio in Italia, in Europa, nel mondo.

 

Il bonus è una misura ambiziosa per la quale ad oggi si attende il decreto attuativo, che dovrà definire le modalità attuative dell’agevolazione, comprese le modalità di presentazione delle domande. Per adesso si conoscono beneficiari, requisiti e modalità di erogazione.

Il bonus si rivolge a ristorazioni con somministrazione, mense, catering, ristorazioni connesse ad aziende agricole e alberghi con attività di somministrazione che abbiano registrato da marzo a giugno 2020 una perdita di fatturato pari ai 3/4 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi registrati da marzo a giugno 2019 (a meno che non si tratti di attività avviate dopo il 1° gennaio 2019).

Il contributo viene corrisposto per il 90% del costo sostenuto al momento dell’accettazione della domanda, presentando i documenti fiscali che comprovano la spesa; per il restante 10% al momento della presentazione della fattura di pagamento con strumenti tracciabili. Il contributo parte da 2.500 euro per i ristoratori di tutta Italia, mentre quelli dei centri storici di 29 città d'arte (in maggioranza del centro-nord) ad alta vocazione turistica potranno optare per l'altro contributo (dal 15% al 5% in base al fatturato) da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 150mila.