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Dalla Gallia con onore: quando la raccolta del basilico era “sacra”

Il Basilico Genovese DOP è sulla bocca (e nei piatti) di tutti coloro che lo amano. Ma quanti possono dire di conoscere appieno la storia di questa celebre pianta?

Il Basilico Genovese DOP nasce, infatti, come identificazione territoriale della pianta di basilico, la cui storia è molto antica e variegata, da Oriente a Occidente. Ripercorriamo insieme alcuni dei suoi momenti  più particolari.

Alle origini

Avvolto tra leggenda e tradizione, il racconto della vita del basilico affonda le proprie radici in mondi lontanissimi da noi. Nello spazio e, ancor più, nel tempo.

Nativo dell’Asia tropicale e dell’India, dove originariamente nasceva selvatico, questa celebre pianta erbacea annuale si diffuse dal Medio Oriente alla Grecia e, più in generale, ai territori mediterranei dell’Impero Romano fin dai tempi di Alessandro Magno, intorno alla metà del IV secolo a.C. Solo dal XVI secolo, però, essa iniziò a essere coltivata anche in Inghilterra e, successivamente, nelle Americhe.

Una tradizione che viene da lontano

Mantenendoci sul territorio europeo, facciamo ora un piccolo balzo indietro nel tempo. Come non molti sanno, in questi loci inizialmente il basilico veniva coltivato da una popolazione spesso ritenuta “barbara”, ma in realtà culturalmente molto ricca. Un popolo fondamentale per la nostra storia, da cui ci sono pervenute diverse tradizioni interessanti: gli antichi Galli.

I Galli coltivavano il basilico nel periodo compreso tra luglio e agosto, finché le piante erano in fiore e, secondo la tradizione, lo ritenevano una pianta sacra. Proprio per questo, chiunque fosse stato incaricato di raccoglierlo si sarebbe prima dovuto sottoporre a dei rigidi rituali di purificazione

I rituali purificatori

Dal lavarsi la mano con cui si sarebbe raccolto il basilico nell’acqua di tre sorgenti diverse al rivestirsi di abiti puliti. Dal tenersi a distanza dalle persone impure (come, ad esempio, le donne durante il periodo mestruale) al non utilizzare attrezzi in metallo per tagliare i fusti. Gli antichi Galli prendevano la raccolta del nostro amato basilico davvero sul serio! Ma come mai?

Nell’antica Gallia il basilico era considerato una pianta sacra proprio perché capace di guarire le ferite. Non a caso, dunque, la profumatissima pianta oggi alla base del pesto veniva utilizzata come ingrediente (insieme ad altre 16 erbe) della cosiddetta acqua vulneraria, usata un tempo proprio come cura per applicazioni esterne.

E, se veniva riservato un tale trattamento speciale e glorioso a quel basilico, il fatto che il Basilico Genovese abbia ottenuto la DOP è un’ulteriore riconoscimento dell’importanza del territorio in quella che è una pianta già onorata nei secoli.

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